Gestione ed utilizzo dei Big Data

Gestione ed utilizzo dei Big Data

Recentemente si è aperto il dibattito sulle modalità di raccolta dei dati e della gestione degli stessi, e sulla reale conoscenza di queste pratiche da parte degli utenti. Dal comportamento che un utente adotta navigando in rete, si possono evincere moltissime informazioni, anche molto specifiche, riguardo alle abitudini ed agli interessi dell’utente stesso: la questione si riferisce, appunto, al livello di consapevolezza degli users relativo all’utilizzo informazioni raccolte dagli operatori della rete.

I Big Data  sono un’importante risorsa per effettuare studi ed analisi anche predittivi, che permettono di migliorare servizi, azioni e valutazioni.

Essi, di fatto, sono uno strumento molto efficace e la loro utilità dipende dai campi e dalle modalità con cui vengono utilizzati.

Il miglioramento della user experience, delle campagne di marketing, della sicurezza, degli studi epidemiologici, delle statistiche di incidenza e diffusione di alcune patologie, delle valutazioni del rischio finanziario e di molti altri, sono solo alcuni dei campi dove i Big Data hanno assunto grande rilevanza.

Un esempio, che può aiutare a comprendere la complessità degli studi associati ai Big Data, riguarda un’ analisi effettuata da alcune società emettitrici di carte di credito: le persone che acquistano feltrini per i mobili rappresentano clienti migliori perché risultano essere più attente e propense a saldare i propri debiti nei tempi corretti. (Fonte: Business Law and the Legal Environment, Standard Edition – Di Jeffrey F. Beatty, Susan S. Samuelson)

Proprio grazie alla loro “potenza” i Big Data rappresentano una grande opportunità per il progresso, anche se possono essere utilizzati per obiettivi poco etici. Il caso di Cambridge Analytica e Facebook ha evidenziato come un utilizzo improprio di questi dati possa addirittura condizionare le intenzioni di voto durante le elezioni politiche nazionali in diversi paesi. Questo episodio ha permesso di accendere i riflettori sull’argomento ed ha stimolato una riflessione a livello internazionale sia sulla regolamentazione che sulla tutela dei dati sensibili degli utenti.