L’intelligenza artificiale di Facebook parla una lingua incomprensibile

L’intelligenza artificiale di Facebook parla una lingua incomprensibile

Un esperimento interrotto all’improvviso ha generato inquietudine in Rete nelle ultime ore, ma quanto accaduto è perfettamente normale

Sta agitando la Rete in questi giorni la notizia di due intelligenze conversazionali — due bot — attivati da Facebook e poi spenti in fretta e furia perché improvvisamente impazziti e diventati in grado di parlare e comprendersi in una lingua a noi sconosciuta. La storia è vera, ma i suoi risvolti non sono neanche lontanamente inquietanti come preconizzato da molti.

I due bot sono stati messi da Facebook uno davanti all’altro per portare a termine uno scenario di collaborazione ipotetico: la suddivisione di alcuni oggetti da portare a termine con una contrattazione uno contro uno. Nel corso dell’esperimento il dialogo è avanzato in inglese fino al momento in cui i due bot, chiamati Bob e Alice, non hanno iniziato a basare i propri scambi su una lingua deforme, non più normata dalle regole sintattiche che conosciamo e dunque più vicina a un idioma ignoto.

Facebook ha dovuto per questo staccare la spina all’esperimento e tanto sta bastando per gettare nel panico molti osservatori, preoccupati che l’intelligenza artificiale stia iniziando a cospirare contro di noi.

In realtà non c’è stato alcun intento rivoluzionario da parte di Bob e Alice, ma solo un errore di programmazione da parte dei ricercatori che, anziché costringere i bot a mantenersi nei binari di un inglese comprensibile dagli umani, si sono limitati a implementare questa istruzione come una strategia di comunicazione preferibile ma facoltativa.

I bot sono stati così lasciati liberi di ispirarsi uno all’altro, trovando più semplice e meno ambiguo deviare dal lessico e dalla sintassi umani per iniziare a ripiegare su un’alternativa più efficiente.

Fonte: wired.it