Il mercato della comunicazione è in overload, ma le agenzie faticano a trovare le persone giuste. Per trovare lavoro in questo settore, o diventi un cecchino, o sei fuori dai giochi.
Diciamocelo chiaramente: la nostra casella di posta Lavora con noi è un girone dantesco. Ogni settimana veniamo sommersi da un’onda anomala di CV, link a Behance (a volte) e lettere motivazionali che sembrano scritte da ChatGPT in hangover.
Solo nel 2025, le candidature per stage, tirocini e posizioni lavorative arrivate in Propaganda3 sono state ben 271, mentre noi avevamo spazio, durante l’anno, per 10 posti.

L’offerta, nel settore della comunicazione, è di molto superiore alla domanda. Ma non perché i candidati non siano validi: siano sicuri che tanti di voi hanno le armi giuste per lavorare con noi. Il vero problema? È che non state prendendo bene la mira.
Ora siamo nel 2026, e non basta più “aver voglia di fare” per entrare a far parte di un’agenzia.
Forse suoniamo presuntuosi nel dirlo (ne siamo consapevoli). Ma ti assicuriamo che lo stesso vale per la stragrande maggioranza delle agenzie di comunicazione, perlomeno italiane.
Stai cercando di costruirti un futuro nella comunicazione? Prima dovresti sapere cosa sta accadendo davvero nel nostro settore. Ecco tutta la verità, e dei piccoli consigli su come evitare che la tua candidatura finisca nel cestino (dove finisce il 90% delle mail).
C’è tanta offerta di lavoro. E allora perché le agenzie non trovano?
Secondo i dati di Unioncamere, le aziende italiane (non solo le agenzie) lamentano una difficoltà di reperimento del personale che tocca il 48%. Traduzione: le aziende cercano, ma non trovano te.
Perché accade? Perché c’è un mismatch, ovvero una discrepanza, tra quello che cerca l’agenzia e quello che tu, nella tua brevissima presentazione, riesci ad includere. Il nostro settore è molto volatile: prima cresce, poi rallenta, ma si riconfigura sempre in versioni nuove. Le agenzie non cercano più persone da aggiungere al conteggio, ma cercano persone che risolvano problemi specifici, in contesti sempre più complessi.
Se mandi 100 CV uguali a 100 agenzie diverse, non stai cercando lavoro. Stai facendo spam. E le agenzie sentono l’odore dello spam.
Il mito del “Tuttologo” è morto (e l’ha ucciso l’AI)
Se nel tuo CV c’è scritto:
“Graphic Designer / Social Media Manager / Videomaker / Esperto SEO / Barista”
…abbiamo un problema.
Fino a qualche anno fa, il “coltellino svizzero” faceva comodo. Oggi, non più: l’intelligenza artificiale ha già automatizzato l’esecuzione di base. Tutto ciò che è esecuzione standardizzata è già replicabile, spesso meglio e più velocemente.
Quello che non è replicabile è lo sguardo, la profondità, la capacità di leggere un contesto.
Oggi le agenzie cercano la verticalità pura, con figure come:
- I maghi del 3D che visualizzano il mondo in render.
- I cecchini della Data Analysis che vedono pattern dove gli altri vedono numeri.
- Gli strateghi che capiscono che il marketing B2B nel 2026 non è “fare i post su LinkedIn” ma costruire ecosistemi complessi.
La regola è semplice: specializzati, o ti estinguerai.
L’AI non elimina i lavori. Elimina le scuse.
Sembriamo tutti terrorizzati che l’AI ci rubi il posto. Spoiler: l’AI non ci ruberà il lavoro. Un creativo che sa usare l’AI ci ruberà il lavoro.
Secondo i report globali di LinkedIn, la domanda di skills legate all’AI è esplosa, ma la skill numero uno richiesta resta la “Creative Execution” unita al “Complex Problem Solving“.
L’AI deve essere il tuo esoscheletro, ma usala solo quando ha senso, ad esempio per toglierti lo “sbatti” operativo e dedicare quel tempo a pensare.
Se ci mandi un portfolio che potevamo generare noi con qualche prompt, qual è il tuo lavoro aggiunto?

Come farsi scartare senza nemmeno accorgersene
Tra i recruiter del mondo creativo, c’è una lista nera di archetipi che vengono scartati a prescindere. Vuoi che la tua candidatura non venga nemmeno letta? Interpreta uno di questi:
- Il Fantasma: mail con oggetto “Candidatura” (per quale ruolo? Chi sei? Perché ci scrivi?).
- Il Cecchino Cieco: mandare il portfolio da Art Director per una posizione da Account.
- L’Archeologo: link a WeTransfer scaduti. Se non sai gestire un link, come puoi gestire un cliente?
- L’Europass: il CV in formato europeo è una bellissima invenzione, per molti lavori. Ma in un’agenzia creativa, è un crimine visivo punibile con l’esilio.
Cosa cercano davvero le agenzie (spoiler: non è la perfezione)
Le agenzie di comunicazione, nel 2026, non cercano persone impeccabili. Cercano persone verticali, utili e leggibili, che portino in agenzia qualcosa che prima non c’era.
Ecco cosa fa la differenza oggi:
- Personalizzazione radicale: dimostra che sai con chi stai parlando. Cita un nostro lavoro che ti ha fatto schifo o che hai amato. E soprattutto: non mandarci la stessa mail che hai mandato ai nostri competitor.
- Portfolio > CV: non per forza ci interessa se ti sei laureato/a con 110 e lode nel 2012. Ma sicuramente ci interessa come ragioni oggi. Mostraci i processi, non solo i render finali patinati. Facci vedere come hai risolto un problema che impediva ad un lavoro di proseguire.
- Soft Skills (quelle vere): curiosità ossessiva, capacità di incassare feedback, sospensione del giudizio, proattività. In un mercato che cambia ogni 6 mesi, la capacità di imparare è l’unica hard skill che non invecchia.
Non cercare un lavoro. Cerca un posto dove essere utile.
Il mercato è difficile? Certo. Ma non è una lotteria. Chi porta valore reale prima o poi trova spazio.
C’è troppa concorrenza? Assolutamente sì. Ma per le persone giuste c’è sempre un’opportunità.
Ti piacerebbe lavorare in un’agenzia e sei arrivato/a fino a qui? Forse sei la persona adatta.
Se ti va, sorprendici. L’email per inviare la tua candidatura è sempre info@propaganda, la trovi anche nella pagina Contatti. Ti aspettiamo!