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Cosa c’è davvero dietro al successo dei creator?

Siete appena tornati a casa dopo una lunga giornata. Siete stanchi, e l’unica cosa di cui avete voglia è un po’ di relax. Decidete di aprire Instagram o TikTok e cominciate a scrollare un video dopo l’altro, fino a che non arriva il vostro creator preferito.

Lo seguite da quando registrava video sgranati nella cameretta dei genitori, con la luce della finestra che andava e veniva. Oggi, però, il salto di qualità è evidente: montaggio serrato, color correction da cinema, collaborazioni con brand che prima vedevate solo sui cartelloni in Piazza Duomo.

Il pensiero comune? “Ce l’ha fatta da solo. Ha insistito, ha postato ogni giorno, ha vinto l’algoritmo”.

Ma se non fosse esattamente così?

 

L’illusione del “solo davanti alla camera”

Molti dei creator di successo che oggi popolano i nostri feed hanno cominciato in questo modo: loro, da soli, di fronte a una telecamera. Chi per condividere una propria passione, chi per soddisfare un’esigenza espressiva o chi, semplicemente, per raggiungere la fama.

Durante il percorso di crescita, però, arriva per tutti un momento in cui l’hobby diventa un vero e proprio lavoro. E lì il “faccio tutto io” diventa il primo ostacolo per il creator. Perché un conto è scegliere la musica giusta per un TikTok, un altro è occuparsi di contratti legali, scelte strategiche e selezione continua di nuovi contenuti.

Il punto è semplice: se passi l’80% del tuo tempo a fare il commercialista o l’avvocato di te stesso, ti resta solo il 20% per essere creativo. E in quel 20%, di solito, sei troppo stanco per avere l’idea che spacca. Ed è qui che entrano in gioco le agenzie di comunicazione. Noi compresi.

 

Il caso Frainodicrochet & Propaganda3

Prendete per esempio la nostra Francesca. Per gli amici dei social è conosciuta come @frainodicrochet (oltre 150.000 follower/iscritti tra Instagram, TikTok, Facebook e Youtube), per noi è semplicemente “Panny”, la nostra Responsabile dell’amministrazione.

Quella che è iniziata come una semplice valvola di sfogo (l’uncinetto) nel giro di pochissimo tempo si è tramutata in un’autentica seconda professione.

Telecamera frontale, “Alloora!” come puntualissimo gancio e un carisma che buca lo schermo. Così comincia ogni suo video rivolgendosi alle proprie followers, prima di andare a introdurre un nuovo prodotto, un nuovo tutorial o ad annunciare un nuovo evento.

@frainodi.crochet

La star dell’estate 2025 è INDA BIG! @Borgo de’ Pazzi – Firenze #superstar #crochetersoftiktok #uncinetto #crochet #minibag #lurex #perte #fyp

♬ suono originale – FRAINODI CROCHET

 

Certo, la Panny non ha ancora i numeri dei top creator mondiali. Ma comunque, sarebbe impensabile per lei gestire ogni aspetto della sua attività in totale autonomia. Ed è proprio per questo che noi di Propaganda3, quando il progetto ha iniziato ad ingrandirsi, siamo intervenuti in suo aiuto.

Abbiamo curato insieme a lei naming, logo, grafiche per le locandine, organizzazione degli eventi “Crochet al Cinema”, ufficio stampa. Sono alcune delle mansioni che ci siamo presi (volentieri) in carico per permetterle di concentrarsi principalmente su ciò che, per lei, conta per davvero: l’amore per il Crochet e la volontà di trasmettere questa passione a più persone possibili.

@frainodi.crochet

Pomeriggio al cinema crochettando♥️♥️♥️ #movie #filmclips #crochetersoftiktok

♬ suono originale – FRAINODI CROCHET

I Big: Mattia Stanga e Khaby Lame

Chiaramente, lo stesso discorso può essere esteso anche (e soprattutto) a chi ha giusto “qualche” follower in più rispetto alla nostra cara Franci.

Restiamo nella nostra Brescia, e prendiamo Mattia Stanga. Nel suo caso, se è grazie all’ironia sulle mamme e sugli impiegati pubblici che è riuscito a raggiungere la viralità, è stata l’architettura di un’agenzia (la One Shot Agency) che gli ha permesso di superare i confini dei social per presenziare ai Red Carpet e alle sfilate di Prada.

@raiplay

✨ @Mattia Stanga, tu credici sempre ✨ #Sanremo2024 #DaVedere #FestivalDiSanremo #POV #MattiaStanga

♬ original sound – RaiPlay

E vogliamo parlare di Khaby Lame?

Passato dalla perdita del lavoro a causa della pandemia a essere il tiktoker più seguito al mondo. Genio puro, certamente, uno che ha fatto dell’essenzialità il suo tratto vincente, ma dietro la sua holding (recentemente venduta per quasi 1 miliardo di euro!) c’è una macchina manageriale che gli ha permesso di firmare contratti globali e raggiungere un patrimonio stimato di 975 milioni di dollari.

@fameaura001

Just how rich is Khaby Lame, the creator with the most followers on TikTok?#us #KhabyLame

♬ original sound – FameAura

 

La protezione del talento

Ecco, adesso provate a immaginare il buon Mattia Stanga o Khaby Lame mentre si leggono un contratto di 50 pagine pieno di clausole legali, termini di utilizzo dell’immagine (i famosi diritti di broadcasting), fatturazione, scadenze, cavilli burocratici che solo chi è nel settore da diversi anni può conoscere.

Dovessero fare tutto da soli, sarebbero costretti a impiegare la maggior parte del loro tempo a occuparsi di questioni che non rientrano nella loro sfera di competenza. L’agenzia e gli altri partner, invece, restituiscono loro l’opportunità di tornare a pensare all’unica cosa che veramente conta: essere creativi.

Ma sono anche molti altri gli aspetti curati da un’agenzia.

Prendiamo ad esempio il supporto e la pianificazione. Nel mondo di oggi, un giorno sei tutto, e il giorno dopo potresti essere niente: questa è una triste realtà dei social attuali. Gli algoritmi sono in continuo cambiamento e possono portare a un improvviso calo dei numeri.

Questi non sono fenomeni da analizzare da soli. Sapere di poter contare su un’agenzia che può dedicarsi ad analizzare i dati a mente fredda e dire: “tranquilla, non sei tu, è l’algoritmo ad essere cambiato, ora aggiustiamo il tiro” è un altro paio di maniche.

La strategia del brand a lungo termine (oltre il singolo Reel)

La vita dei creator è (o almeno, sembra) quella che un po’ tutti di noi vorremmo avere: fama, denaro, orari flessibili, possibilità di viaggiare ovunque. Un sogno, vero? Eppure c’è un aspetto cruciale che spesso e volentieri viene ignorato da chi decide di intraprendere questa strada.

Ci siamo, infatti, abituati a dare per scontate piattaforme come Instagram e TikTok. Ma se domani la connessione internet di tutta Italia saltasse irrimediabilmente? Se i server dovessero andare offline anche solo per un giorno? O se semplicemente cambiassero le regole di accesso e di utilizzo dei social? E se chiudessero per sempre?

È proprio in funzione di questa (spaventosa) prospettiva che l’agenzia si impegna per provare a spostare il pubblico di un creator oltre i confini dello schermo del telefono. E così, personalità nate dal web assumono nuove vesti, in modo da avere una sorta di “giubbotto di salvataggio”.

Prendiamo i The Jackal. Oggi sono ancora un punto di riferimento sui social, ma se provate a chiedere a vostra nonna chi è Ciro Priello, probabilmente lo conosce perché lo ha visto in prima serata a Sanremo, o perché ha vinto la prima edizione di LOL nel 2021.

@primevideoit

Anche adesso, in questo preciso momento. #LOLItalia #ChiRideFuori @fedez @ciropriello

♬ suono originale – Prime Video Italia

L’agenzia, dunque, riesce a costruire ponti tra mondi diversi per il creator, in modo da raggiungere nuovi segmenti di pubblico e da avere un piano B (e un piano C, e un piano D) qualora qualcosa andasse storto sui social.

L’industria dei creator, oggi

Con questo articolo abbiamo voluto approfondire quanto effettivamente sia cambiato il panorama digitale negli ultimi anni. Il tempo in cui per fare l’influencer bastava accendere una ring light di fronte alla camera e sperare di diventare virali è, infatti, finito.

Oggi la Creator Economy è un’industria molto seria. Dietro ogni volto che ci fa ridere o che ci insegna qualcosa, il più delle volte ci sono una o più agenzie o piccole imprese, fatte di account manager, legali, strategist e creativi (un po’ come da noi qui in Propaganda3).

L’agenzia, dunque, va vista come l’esoscheletro del creator digitale, una struttura portante che si fa carico del peso della burocrazia, dell’ansia da prestazione e delle trattative commerciali estenuanti, permettendo al vero protagonista di concentrarsi solamente su ciò che sa fare meglio: creare.

Se il contenuto è di qualità e il creator è sereno, il pubblico riceve un prodotto migliore. Ed è questo, in fondo, il vero obiettivo di un’agenzia.

Siete curiosi di scoprire di cosa parliamo negli altri articoli del Propaganda MAG? Già che siete arrivati fino a qui, date un’occhiata alla nostra sezione magazine.

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