Centovent’anni di giovinezza
La Scuola dell’infanzia Sorelle Girelli e l’Asilo nido Il Girotondo accolgono a Poncarale, in provincia di Brescia, i bambini dai sei mesi ai tre anni (asilo) e dai tre ai sei anni (scuola). Tra la cucina interna con alimenti del territorio, gli spazi pensati per stimolare le relazioni e un’attenzione all’inclusione che non ha bisogno di essere dichiarata, è un istituto unico nel suo genere. Dalla sua nascita nel lontano 1901 ad oggi, le sue aule hanno visto passare generazioni e generazioni di famiglie bresciane.
Una scuola, vista da fuori
Il problema non era la reputazione, che è sempre stata molto alta. Era la distanza. Non tanto una distanza fisica, ma una distanza percepita. Le famiglie sapevano che l’istituto fosse un buon posto dove iscrivere i propri figli, ma non avevano modo di vederlo, per intero, con i propri occhi. Si interessavano, ma restavano sulla soglia.
L’idea di aprire finalmente le porte girava in testa a Denise (la presidente dell’istituto) da tempo, senza trovare la forma giusta, finché non si è imbattuta nel lavoro che stavamo facendo per I Bambini Dharma. Cercava qualcuno che entrasse nella scuola e insieme alla scuola ne diventasse parte. E noi abbiamo accolto subito la sfida.
Prima di raccontare abbiamo sentito il bisogno, questa volta più che mai, di ascoltare. Un sondaggio libero rivolto a genitori, nonni e conoscenti ha restituito quanto pesasse la storia dell’istituto nella memoria del paese. Da lì sono arrivati il restyling del logo, un tono di voce perfezionato e la nuova identità digitale, con i layout dei post curati dalla nostra Anne.
“È stato emozionante vedere qualcosa che facciamo tutti i giorni prendere forma con video, immagini e racconti. Ci ha fatto vedere cose che per noi ormai erano scontate.” Barbara, coordinatrice docenti
Le maestre in primo piano
Il punto di forza dell’istituto ha un nome e un volto, anzi ne ha più di uno. Le maestre sono presenti da anni e in paese le conoscono tutti. Per questo la gestione social si è costruita attorno a loro, con due interviste al mese girate da Davide dentro le sezioni, tra i banchi veri e i disegni appesi. Poi si è scesi anche in cucina, in giardino, negli spazi dove di solito le telecamere non arrivano.
In un feed dove tutti mostrano il risultato, mostrare il mestiere fa la differenza.
“Andare dietro le quinte ci rende molto più umani di quello che già siamo.” Barbara, coordinatrice docenti
Due piazze diverse
Facebook e Instagram non fanno lo stesso mestiere, e trattarli come se lo facessero è il modo più rapido per sprecare le occasioni che entrambi possono offrire.
Su Facebook l’istituto ha superato 1.300.000 visualizzazioni e raggiunto 605.379 persone in un anno, con 4.247 visite alla pagina. Numeri che vanno molto oltre il bacino delle famiglie con bambini in età prescolare e che intercettano nonni, zii, vicini di casa, la rete lunga di un paese dove le notizie viaggiano ancora a voce.
Instagram, che come canale è stato aperto più di recente, ha raggiunto 174.945 persone, quasi quattro volte meno. Ma in cambio ha prodotto 2.703 interazioni, più di quattro volte quelle di Facebook, e quasi il doppio dei nuovi follower. Lì si concentrano i commenti, i salvataggi, le persone che restano.
Ampiezza da una parte, relazione dall’altra. Due strumenti con una strategia sola, coordinata dai nostri Filippo e Iliass.
Farsi trovare al momento giusto
Ci sono periodi in cui una scuola deve fare uno sforzo extra per farsi notare più del solito. Le quattro campagne Meta ADS del primo anno di progetto insieme all’Asilo-Scuola sono state costruite attorno al calendario dell’istituto: le iscrizioni di dicembre, il 5×1000 all’apertura dei modelli, le iscrizioni estive, di nuovo il 5×1000 a settembre.
Nel mezzo dell’anno sono arrivati gli incontri per i genitori organizzati con il Comune di Poncarale. Qui ci siamo occupati di realizzare la locandina, il form di iscrizione e la gestione delle adesioni, con una settantina di iscritti e 45-50 persone presenti a ogni serata. Non male, considerando che si trattava di appuntamenti infrasettimanali che finivano alle nove di sera, richiedendo quindi un impegno e una disponibilità non indifferenti.
Nello stesso periodo abbiamo riscritto e impaginato il bilancio dell’istituto, in accordo con l’identità grafica e il tono di voce appena definiti.
Un ricamo che si nota
Poi è arrivata la richiesta della realizzazione di divise e capi di abbigliamento. Francesca ne ha seguito il design: pettorine colorate per distinguere i ruoli, divise per le cuoche con tanto di cuffiette, magliette a manica corta e lunga, una felpa blu elettrico, i cappellini per i bambini in gita. Tutto ricamato con il logo.
Il dettaglio che fa la differenza, inoltre, è la texture disegnata da Ivan, che profila le tasche delle pettorine e si ritrova nel tessuto delle cuffiette. Un livello di personalizzazione che va oltre il ricamo e diventa firma distintiva.
Il giro delle stanze
Per l’open day serviva qualcosa che portasse le famiglie all’interno ancora prima ancora di entrare nelle aule.
Girando le riprese ci siamo accorti di quanti spazi avesse l’istituto: un setting perfetto per un video immersivo. Da lì è nato un tour in soggettiva, con Barbara che accompagna lo spettatore di stanza in stanza, mostrando a tutti perché questo vecchio istituto con più di 120 anni di storia sembri oggi più giovane che mai.
Il primo anno del nostro progetto comune si è chiuso a settembre. Ma la collaborazione continuerà per un altro anno scolastico, che non vediamo l’ora di raccontarvi appena sarà finito.
Chi comunica, si vede
Le interviste che raccontano l’istituto nascono dal lavoro della nostra unit Multimedia. Scopri cosa succede dietro alla telecamera.